FAQ COMMISSIONE STRUTTURE

Data pubblicazione:
5 Settembre 2011

La presente sezione contiene una serie di Frequently Asked Questions (FAQ) che sono state messe a punto per chiarire alcuni aspetti tecnici e/o formali, relativi a problematiche di tipo strutturale, evidenziati durante i lavori della Commissione Strutture di questo Ordine. La Commissione ha elaborato delle proposte di risposte e le ha discusse con alcuni Dirigenti degli Uffici Provinciali del Genio Civile.
Da tale attività di collaborazione sono scaturite le FAQ di seguito riportate che hanno lo scopo di fornire indirizzi di tipo generale e dare un contributo al chiarimento di dubbi e/o aspetti controversi ai fini della impostazione e della redazione di progetti da presentare presso il Genio Civile.

1. Sostituziona di un tetto

Trattasi di un edificio condominiale in cemento armato, con n piani fuori terra oltre sottotetto e piano interrato. I proprietari del sottotetto devono procedere ad eseguire dei lavori di manutenzione straordinaria che prevedono la demolizione del solaio del sottotetto; si è proposto di sostituire il tetto attuale in latero-cemento, con un tetto in legno (comprese le travi principali), lasciando inalterata la pilastrata in cemento armato.

INTERPRETAZIONE
Rispetto al punto 8.4 del D.M. 14.01.2008, l’intervento si configura in generale come miglioramento (8.4.2). Ciò significa che va condotta un’analisi globale della struttura al fine di comparare il livello di sicurezza dello stato attuale con quello relativo allo stato di progetto. L’intervento proposto può essere realizzato se da tale comparazione emerge che il livello di sicurezza nello stato di progetto è maggiore rispetto allo stato attuale. L’esecuzione di tale analisi globale implica che vengano prodotti gli elaborati previsti dalla normativa. Il progettista potrebbe però anche condurre delle analisi globali preliminari (prima di procedere all’approfondito rilievo strutturale ed alla completa campagna di prove sui materiali) per dimostrare l’influenza dell’intervento sul comportamento dinamico globale della struttura; a tal fine, potrebbe utilizzare valori di riferimento per le caratteristiche dei materiali che ritiene essere realistici anche sulla base di sole prove non distruttive. In particolare vanno determinate le variazioni di rigidezza nel proprio piano (vedasi §C8.4.3) e le possibili modifiche dei carichi verticali statici. Anche in questo caso rimane fermo l’onere di dimostrare il miglioramento delle condizioni di sicurezza preesistenti Laddove la suddetta comparazione ottenuta mediante tali analisi evidenziasse che l’intervento proposto modifica in modo non sostanziale il comportamento dinamico globale della struttura (rigidezza elastica, periodo proprio di vibrare, modi di vibrare, etc), l’intervento può essere qualificato anche come locale (8.4.3)..

2. Innalzamento della quota d’imposta di un sottotetto esistente

Trattasi di un sottotetto esistente su fabbricato esistente composto da due piani fuori terra oltre sottotetto e piano interrato. Il sottotetto esistente è adibito a deposito e presenta un’altezza minima alla gronda di 70 cm, mentre l’altezza al colmo è di 2.00m. La struttura portante è in profilati di ferro, la copertura è in lamiera sandwich coibentata. Si prevede di traslare in altezza l’intero sottotetto di 1.00m, mantenendo la struttura attuale in acciaio e i solai in lamiera coibentata. Anche la sagoma e le falde resteranno inalterate.

INTERPRETAZIONE
L’ultimo periodo del § 8.4.1 delle N.T.C. 2008 spiega che : “ … Una variazione dell’altezza dell’edificio, per la realizzazione di cordoli sommitali, sempre che resti immutato il numero di piani, non è considerata sopraelevazione o ampliamento, ai sensi dei punti a) e b)…”. Al di fuori dei casi sopra indicati, l’intervento edilizio proposto si configura come sopraelevazione e quindi richiede l’adeguamento ai sensi del § 8.4.1.

3. Realizzazione di nuove aperture in maschi murari

Trattasi di un edificio in muratura composto da n. piani fuori terra più un piano interrato, con struttura in muratura portante. L’intervento prevede una ristrutturazione di alcuni piani, con diversa distribuzione interna. Non verrà abbattuto alcun maschio murario, ma per effetto della diversa destinazione d’uso dei locali saranno create nuove aperture nei maschi murari esistenti e chiuse alcune aperture esistenti.

INTERPRETAZIONE
L’intervento progettuale prospettato potrebbe essere qualificato come “intervento locale” (§8.4.3) qualora il progettista dimostri il ricorrere delle condizioni di cui al paragrafo della norma. In particolare il progettista dovrà dimostrare che “ … la rigidezza dell’elemento variato non cambi significativamente e che la resistenza e la capacità di deformazione, anche in campo plastico, non peggiorino ai fini del comportamento rispetto alle azioni orizzontali…” (§C8.4.3), fermo restando l’obbligo di verificare il miglioramento delle condizioni di sicurezza preesistenti. Tale dimostrazione non può prescindere dal corretto dimensionamento dei rinforzi delle nuove aperture e dall’esecuzione a regola d’arte delle chiusure dei vani esistenti. Ciò deve essere correttamente illustrato nella “tavola dei dettagli costruttivi”. In caso contrario l’intervento potrebbe classificarsi come “miglioramento” (§8.4.2)

4. Verifica edificio abusivo

Bisogna verificare due edifici abusivi indipendenti sullo stesso lotto oggetto di unica denuncia da parte del genio civile. Il primo edificio è completato, il secondo è completo al 60% ( le fondazioni sono complete, manca una parte della struttura in elevazione e la copertura). Il Comune ha dato l’ok al completamento del secondo edificio.

INTERPRETAZIONE
Il primo edificio (quello completo) va verificato come edificio esistente secondo le prescrizioni del capitolo 8 del D.M. 14.01.2008. Il calcolo dovrà dimostrare il rispetto di tutte le verifiche prescritte dalle vigenti NTC. In caso contrario dovranno essere individuati gli opportuni interventi di adeguamento strutturale (§8.7.5). Per il secondo edificio (quello da completare) il calcolo dovrà essere di verifica per la porzione esistente e di progetto per la parte a farsi. Il progetto dovrà eventualmente includere i necessari interventi di adeguamento delle strutture esistenti. Per la porzione a farsi si utilizzeranno, per i materiali, i valori di progetto ottenuti da quelli caratteristici delle classi discretizzate individuate dalle NTC. Per il primo edificio, nonché per la porzione esistente del secondo edificio, si utilizzeranno come valori di calcolo quelli ottenuti dalle media dei valori misurati ridotti mediante il fattore di confidenza (ed il coefficiente parziale sui materiali per la verifica dei meccanismi fragili)

5. Edificio giuntato

Trattasi di un corpo di fabbrica assentito nella stessa concessione edilizia ma giuntato per motivi tecnici (es. scala e corpo ascensore giuntati, scala e fabbricato giuntati, due o più corpi di fabbrica facenti parte dello stesso complesso edilizio). Quante denunce dei lavori?

INTERPRETAZIONE
In questo caso è possibile presentare un’unica denuncia dei lavori, ma il contributo istruttorio va determinato come somma dei singoli contributi determinati per ogni organismo strutturale costituente l’unico corpo di fabbrica. In questo caso la pratica è unica, esiste una sola relazione a struttura ultimata (se dovuta), un unico giornale dei lavori ed un unico collaudo. Il committente può, anche, presentare tante denunce quanti sono gli organismi strutturali individuati. In questo caso si procederà alla redazione di altrettante R.S.U. (se dovute) e di altrettanti collaudi.

6. Interpretazione su base collaudo

Interpretazione sulla data di consegna. Ai sensi dell’art. 10 del regolamento la consegna sembra essere consentita entro 120 gg dalla data di ultimazione dei lavori. Viene invece fornita da Genio Civile una interpretazione restrittiva che impone la data del collaudo entro 60 gg dalla dichiarazione di ultimazione dei lavori.

INTERPRETAZIONE
Questo è un caso abbastanza frequente nella pratica professionale. Chiariamo innanzitutto che il termine dei 60 giorni è oggi previsto dall’articolo 67 comma 5 del D.P.R. 380/01 che prevede: “Completata la struttura con la copertura dell’edificio, il direttore dei lavori ne dà comunicazione allo sportello unico e al collaudatore che ha 60 giorni di tempo per effettuare il collaudo.”; ragion per cui tale limitazione temporale è riferibile al collaudo delle sole opere di conglomerato cementizio armato, normale e precompresso ed a struttura metallica, che costituisce il campo di applicazione del Capo II della Parte II del D.P.R. 380/01, di cui l’articolo 67 fa parte. Il citato articolo 67 fa decorrere chiaramente i 60 giorni a disposizione del collaudatore per effettuare il collaudo dal completamento della struttura e non dalla consegna della R.S.U., redatta dal Direttore dei lavori, al Genio Civile competente. A tal proposito si precisa che:
1. il completamento della struttura è comunicato dal direttore dei lavori allo stesso collaudatore, e quest’ultimo è un compito aggiuntivo rispetto alla consegna della R.S.U.;
2. il Servizio Tecnico Centrale, con il proprio parere n.63 del luglio 1995, ha spiegato che “ … per completamento della struttura deve intendersi il completamento dell’intera fase realizzativa delle strutture medesime di competenza del Direttore dei Lavori, comprendente, come noto, la maturazione ed il disarmo dei getti nonché l’effettuazione dei controlli sui materiali …”. A tal proposito, si ritiene necessario che il direttore dei lavori e il collaudatore (essendo quest’ultimo chiamato in gioco dalla necessità di effettuare il collaudo entro i previsti 60 giorni, nonché dall’eventuale necessità di effettuare prove) indichino con chiarezza le date di disarmo e – nei casi in cui il disarmo avviene in tempi che superano quelli ordinari – tutte le circostanze e le motivazioni tecniche a giustificazione di tale superamento. Resta salva la possibilità, da parte degli Uffici, di chiedere ogni necessario ragguaglio, a fronte di giustificazioni carenti, nonché di procedere con le consequenziali comunicazioni d’obbligo, qualora tali ragguagli non pervengano o non risultino esaustivi.
3. entro il limite dei 60 giorni, il collaudatore è tenuto ad effettuare il collaudo ma non a consegnarne i relativi atti al Genio Civile. Tale consegna deve invece avvenire nel termine dei 120 giorni, secondo quanto previsto dall’articolo 10 comma 6 del regolamento regionale n.4 del 2010. Qualora il comportamento dilatorio od omissivo del direttore dei lavori impedisca al collaudatore di rispettare il termine prescritto dall’articolo 67, il collaudatore dovrà darne atto nella propria relazione.

7. Nuova scala in edificio esistente

Trattasi di un edificio esistente in cui viene praticato un foro in più di un solaio per far passare una scala che collega i vari piani dell’edificio; potrebbe trattarsi di un piano, di due piani o tutti i piani dell’edificio.

INTERPRETAZIONE
Il progetto strutturale riguarda la realizzazione del/i foro/i e della struttura della scala. Se la scala è realizzata con struttura autonoma, il progettista la progetta come organismo strutturale indipendente, verificando le distanze con le strutture esistenti in conformità al §7.2.2. Particolare attenzione va posta a livello delle fondazioni e alle interferenze tensionali interessanti il volume significativo del terreno di sedime. Per quanto concerne la realizzazione dei fori nei solai esistenti, l’intervento potrebbe configurarsi come intervento locale (punto 8.4.3 del D.M. 14.01.2008) qualora il progettista dimostri che non si modifica in maniera sostanziale la rigidezza nel proprio piano degli orizzontamenti interessati. Rimane sempre fermo l’onere di verificare il miglioramento delle condizioni di sicurezza preesistenti. In caso contrario l’intervento si configura in generale come miglioramento (punto 8.4.2 del D.M. 14.01.2008).

end faq

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Ultimo aggiornamento

5 Settembre 2011, 14:15