LINEE DI INDIRIZZO PER INTERVENTI LOCALI E GLOBALI SU EDIFICI INDUSTRIALI MONOPIANO NON PROGETTATI CON CRITERI ANTISISMICI

Data pubblicazione:
27 Giugno 2012

BOZZA – 19 giugno 2012 – v. 1.0

Gruppo di Lavoro Agibilità Sismica dei Capannoni Industriali

Si pubblica la bozza delle linee di indirizzo sugli interventi locali e globali su edifici industriali monopiano, che elenca la tipologia di danni riscontrati sui capannoni industriali, riassumibili in:
1) perdita di appoggio e danni a connessioni tra elementi strutturali orizzontali (tegoli di copertura e travi) e elementi di supporto (travi e pilastri, rispettivamente), causa più frequente di danneggiamento;
2) collasso di elementi di tamponatura (pannelli orizzontali, verticali e in laterizio);
3) danni ai pilastri, fondamentalmente per perdita della verticalità a causa di una rotazione dell’elemento di fondazione;
4) danni a scaffalature.

Il capitolo 3 delle linee guida definisce i principi e criteri di intervento per la messa in sicurezza dei capannoni, ed è quello che ha scatenato reazioni polemiche da parte di costruttori e industriali che ritengono le norme troppo rigide ai fini della rapida ripresa delle attività produttive, sia per le tempistica troppo stretta che per la soglia di sicurezza sismica da raggiungere, ritenuta troppo alta per capannoni non costruiti, per la maggior parte, secondo normativa antisismica.

Per quanto riguarda la ‘rapida messa in sicurezza’, il documento precisa che questa è possibile solo quando «il danno sui principali elementi strutturali sia assente o di modestissima entità». Essa consiste nel risolvere carenze quali la mancanza di collegamenti tra elementi strutturali verticali e elementi strutturali orizzontali e tra questi ultimi, la presenza di elementi di tamponatura prefabbricati non adeguatamente ancorati alle strutture principali, la presenza di scaffalature non controventate portanti materiali pesanti che possano, nel loro collasso, danneggiare la struttura principale .

La fase successiva è quella del miglioramento sismico al fine dell’ottenimento del livello di sicurezza sismica del 60% dei parametri di antisismicità previsti per un nuovo edificio (art.3 Dl 74). Entro sei mesi, dall’entrata in vigore del Dl 74 (7 dicembre 2012), infatti, si dovrà comunque procedere a verifica di sicurezza ai sensi delle norme vigenti, e gli interventi per il raggiungimento della soglia del 60% dovranno essere eseguiti entro i 18 mesi successivi (inizio giugno 2014).
Gli interventi necessari sono: la creazione di vincoli efficaci tra i diversi componenti; per quanto riguarda i collegamenti tra travi e pilastri e tra travi ed elementi di copertura, al fine di non modificare lo schema statico originario, i semplici appoggi devono essere trasformati in cerniere; sui collegamenti tra i pannelli di tamponatura e le strutture è opportuno utilizzare sistemi di connessione deformabili nel piano ed evitare l’inserimento di connessioni rigide. Infine, deve essere garantita la stabilità delle scaffalature interne con opportuni sistemi di controvento sia in elevazione che in pianta, ma evitando di vincolarle alle strutture dell’edificio.

LINEE DI INDIRIZZO PER INTERVENTI LOCALI E GLOBALI SU EDIFICI INDUSTRIALI MONOPIANO NON PROGETTATI CON CRITERI ANTISISMICI

Ultimo aggiornamento

27 Giugno 2012, 09:31